I rifiuti in Provincia di Cuneo.



In base al Programma provinciale di gestione dei rifiuti del dicembre 1998, i quattro consorzi hanno provveduto alla costruzione di piattaforme di selezione e biostabilizzazione dei rifiuti indifferenziati, una per ogni bacino di competenza.





E’ ben noto che la presenza di impianti (di trattamento o di incenerimento) non facilita le buone pratiche di riduzione, di differenziazione e di riciclaggio dei rifiuti. Valutiamo quindi molto negativamente la scelta complessiva, scaturita da vari fattori e circostanze, di un sovradimensionamento dell’offerta impiantistica.

L’invito agli Amministratori Provinciali è quello di cercare quanto prima dei correttivi e di indicare con chiarezza ai Consorzi linee strategiche volte a incentivare comunque la riduzione, la raccolta differenziata e il riciclaggio, onde evitare che gli impianti siano di impedimento alle pratiche ambientalmente più corrette.

Una soluzione (ancora da studiare) potrebbe essere quella di dedicare una delle piattaforme al trattamento di rifiuti agricoli, indirizzandola alla produzione di fertilizzanti naturali (compost).



Nel Programma provinciale di gestione dei rifiuti era prevista anche la costruzione di un inceneritore per 77.000 t/anno di rifiuti. Successivamente si è parlato di un progetto, a servizio sia della Provincia di Cuneo sia di quella di Asti, la cui capacità di combustione era indicata in 150.000 t/anno. Nel frattempo il decollo di Ideagranda a Cuneo e la “soluzione cementifici” per la valorizzazione energetica del cosiddetto “secco-leggero” ha destato grande interesse anche a livello nazionale. Legambiente ha espresso valutazioni positive. Tuttavia ci consta esistano resistenze e difficoltà nell’estendere a tutti i Consorzi della Provincia la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti con il CDR-P (combustibile da rifiuti secondo il brevetto Pirelli Ambiente). Auspichiamo vivamente che gli Amministratori Provinciali e i politici diano contributi a far muovere tutto il sistema rifiuti in tale direzione, anche e soprattutto nell’ottica di una gestione degli impianti in ambito ATO. La presenza di un ente sovraconsortile come l’Associazione d’ambito deve poter garantire una gestione coordinata degli impianti ed equità di trattamento economico per tutti i cittadini della Provincia. Si potranno così superare anche le remore di chi fa notare che la produzione del CDR-P aggiunge costi troppo rilevanti a quelli, già consistenti, dovuti alle scelte impiantistiche operate.



Siamo decisamente e inequivocabilmente contrari alla costruzione di un inceneritore in Provincia di Cuneo perché:

Notiamo che le necessità di combustione del secco-leggero, a partire dalle dimensioni delle piattaforme (come si è detto, maggiori del necessario), sono valutate in:

22.000 t/anno per il Cuneese

21.000 t/anno per l’Albese-Braidese

21.000 t/anno per il Saluzzese

13.000 t/anno per il Monregalese.

Ma il Cuneese ha scelto la strada “cementifici”, quindi restano in totale necessità per al massimo 55.000 t/anno, quantità che non giustifica assolutamente la costruzione di un inceneritore.