TAVOLO DELLE ASSOCIAZIONI DEL CUNEESE
PER UNA SOCIETA'
RADICALMENTE DEMOCRATICA,
CULTURALMENTE PLURALE, GLOBALMENTE SOLIDALE,
ECONOMICAMENTE GIUSTA, ECOLOGICAMENTE SOSTENIBILE
Introduzione
Il modello sociale, culturale, economico che oggi prospera
- crea incredibili disuguaglianze e ingiustizie
- distrugge la natura
- riduce l'uomo a merce
- aumenta forme di esclusione e di precariato
- riduce sempre più gli spazi della democrazia reale.
Il sistema economico e politico che domina il mondo si accorge che "non è in grado di assumere l'intera popolazione mondiale in un progetto comune di vita e di sviluppo, che la fruizione dei beni della terra goduti da 1/5 dell'umanità non si può estendere agli altri 4/5 e allora il sistema ha assunto una parte del mondo contro l'altra" (Raniero La Valle)
La guerra è dunque dentro questo sistema, è organica a questo modello neoliberista: è una corsa senza freni per il controllo delle risorse: petrolio, acqua, gas, diamanti... Sono precisi interessi a creare gli stati canaglia.
Il vero scopo della guerra non è sconfiggere il terrorismo; la guerra ritorna come presidio di un rapporto di potere nei confronti dei poveri, come volontà imperialista di imporre a qualunque costo il proprio dominio.
L'obiettivo dello sviluppo che consisteva nell'armonia tra sviluppo umano, massimizzazione della crescita economica e universalizzazione del benessere è fallito.
La privatizzazione del mondo
"Una classe di oligarchi e di loro mercenari, mossi da una volontà di potenza, da una cupidigia e un'ebbrezza di potere senza limiti difendono con le unghie e con i denti la privatizzazione del mondo, che conferisce loro privilegi esorbitanti, astronomiche fortune personali" (Jean Ziegler, La privatizzazione del mondo, Tropea, 2003 pag. 15).
Nelle mani di questa classe c'è il controllo degli apparati mediatici, indispensabili per la manipolazione dell'opinione pubblica, per colonizzare le nostre menti, per farci credere - contro ogni evidenza - di vivere nel migliore dei mondi possibili e che la felicità sia a portata di mano... basta produrre, o meglio, consumare.
I nuovi movimenti
A causa di questa universalizzazione degli interessi economici e delle problematiche sociali e ambientali, a fronte delle crescenti disuguaglianze sociali, della crisi delle istituzioni e della percezione dei rischi globali irrompono con forza sulla fine degli anni '90 movimenti a difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori, movimenti per la pace e per la difesa della Costituzione e della democrazia, per la solidarietà, la interculturalità, l'ecosostenibilità.
Questi movimenti cercano di ripensare le politiche liberiste, cercano di contrastare un mercato senza limiti, senza regole, senza responsabilità che condanna all'emarginazione settori sempre più ampi e minaccia la coesione sociale.
Movimenti e associazioni lottano per denunciare e rimuovere i meccanismi che stanno alla radice delle ingiustizie, della corruzione, dell'illegalità, delle violenze, del degrado ambientale. Lottano per riconquistare spazi di partecipazione e di controllo democratico.
Movimenti e associazioni - che si oppongono a un processo di globalizzazione capitalistico controllato dalle grandi multinazionali, da istituzioni internazionali al servizio dei loro interessi - intendono far prevalere una globalizzazione solidale che rispetti i diritti universali dell’uomo, che rispetti l’ambiente.
Chi siamo e cosa vogliamo
Il tavolo delle associazioni è uno spazio di incontro aperto con l’intento di stimolare e approfondire la riflessione, formulare proposte, scambiare esperienze, articolare azioni efficaci dei movimenti della società civile.
E’ uno spazio plurale e diversificato, non confessionale, non governativo e non partitico.
Porre attenzione ai problemi mondiali non vuol dire fuggire dalla realtà locale, ma avere la piena consapevolezza che molti problemi locali sono gli effetti di una specifica ideologia globale.
Noi non ci rassegniamo alle ingiustizie, alle disuguaglianze, alle guerre… e per questo siamo convinti della necessità di un pensare alternativo, della necessità di combattere il “pensiero unico” che domina il mondo, di resistere al processo di disumanizzazione che il nostro mondo sta vivendo.
Vogliamo un mondo dove la giustizia economica, la responsabilità ecologica prendano il posto dell'arroganza, del consumismo, della competizione.
Ci opponiamo all’uso della violenza come mezzo di controllo sociale da parte degli stati. Vogliamo farci eco della profezia della nonviolenza per aiutare la politica ad affermare la sua autonomia da ogni ideologia della guerra, dalla logica distruttiva delle armi,
Sviluppando in questo modo lo spirito nonviolento della Costituzione, della Carta dell'ONU, della dichiarazione dei Diritti Umani.
Vogliamo contribuire a creare legami sociali, reti di solidarietà, contro i guasti dei rapporti mercificati.
Vogliamo una società nella quale i valori economici cessino di essere centrali o unici, dove l'economia venga rimessa al suo giusto posto come semplice mezzo della vita umana e non come fine. (Latouche)
Vogliamo lottare contro lo strapotere del mercato: il corpo, la terra, i beni ambientali non possono essere considerati merci.
Vogliamo lottare per una democrazia che non si riduca a sola delega elettorale o a tirannide della maggioranza, ma che preveda spazi e strumenti per incidere sulle scelte delle istituzioni.
Lavoriamo per realizzare una cultura che si faccia pratica democratica, partecipativa tramite relazioni paritarie, solidali e pacifiche tra le persone, i sessi, i popoli.
Rifiutiamo il concetto di scontro di civiltà e tutti i fondamentalismi.
Lavoriamo per valorizzare tutte quelle forme di economia solidale che stanno nascendo un po' in tutto il mondo e che sono centrate sui bisogni della persona, che rispettano le condizioni di chi lavora, che rispettano l'ambiente.
Vogliamo coltivare ed alimentare la speranza, la fiducia di poter progettare e determinare il nostro futuro col protagonismo di tutti.
Il tavolo è aperto a tutte le persone e le associazioni che accettano, rispettano con coerenza la carta dei principi.